Questo fine settimana, la 98a cerimonia degli Oscar premierà i migliori film dell’anno, ma è anche interessante tornare sui capolavori che hanno segnato il periodo degli ultimi quindici anni. In questo articolo, esamineremo i film premiati con l’Oscar al miglior film, valutando la loro rilevanza e il loro impatto sul cinema di ieri e di oggi.
Green Book: Sulle strade del Sud (2019)
Questo film ha vinto un Oscar che ha suscitato molte controversie. Anche se ha ricevuto tre statuette, tra cui quella per il miglior film, Green Book è stato spesso criticato per il suo approccio semplificato e poco sfumato alle relazioni razziali. Molti osservatori lo hanno visto come un passo indietro, specialmente rispetto a Moonlight, che aveva affrontato lo stesso tema con una profondità ben maggiore.
Il discorso di un re (2011)
Il biopic sul re Giorgio VI, che ha vinto quattro Oscar, tra cui quello per miglior film, è un film che si propone di essere ispirante. Tuttavia, l’opera di Tom Hooper è stata considerata da molti come un melò convenzionale, progettato su misura per affascinare gli elettori dell’Accademia. Anche se tecnicamente ben realizzato, Il discorso di un re viene raramente riesaminato, lasciando spazio a opere più innovative della sua epoca.
CODA (2022)
Divenendo il primo film distribuito da un streamer a vincere l’Oscar per il miglior film, CODA ha fatto notizia con la sua rappresentazione toccante di una famiglia. Tuttavia, la sua vittoria non ha completamente resistito alla prova del tempo, ed è già apparso di avere svanito nella memoria. È un peccato, perché nonostante la sua natura sentimentale, il film offriva una sincerità commovente e una profondità emotiva.
The Artist (2012)
Premiato con cinque Oscar, The Artist ha certamente segnato la sua epoca con il suo omaggio all’era del cinema muto. Sebbene abbia un certo fascino, con un tono e uno stile nostalgico, la sua vittoria è spesso messa in discussione, essendo percepita come la migliore di un gruppo di opere mediocre. Questo film solleva interrogativi sui criteri di selezione dell’Accademia.
Spotlight (2016)
Riconosciuto con due Oscar, tra cui quello per il miglior film, Spotlight è un omaggio al giornalismo investigativo. Anche se affronta temi oscuri di abuso, il film può sembrare troppo convenzionale rispetto a opere più audaci. La sua vittoria ha sollevato dibattiti sulla prudenza delle scelte dell’Accademia.
Argo (2013)
Con tre Oscar nel suo bottino, Argo è un film che mescola suspense e dramma. Nonostante la sua popolarità, il film ha ricevuto critiche per il suo approccio a volte semplificato ai fatti reali. Questo solleva interrogativi sull’importanza concessa all’autenticità storica nella reciprocità dei premi.
Birdman (2015)
Il film di Alejandro González Iñárritu ha vinto quattro Oscar, in particolare per la sua innovazione tecnica. Anche se ha suscitato ammirazione, affronta critiche riguardo alla sua profondità emotiva rispetto ad altri film. Questo pone la questione se la complessità artistica sia sempre sinonimo di merito agli Oscar.
Nomadland (2021)
Con tre Oscar, tra cui quello per la miglior regia, Nomadland ha cercato di presentare una visione empatica delle lotte contemporanee. Sebbene sia stato ben accolto, non è riuscito a ottenere un successo duraturo dopo gli Oscar, mostrando la volatilità del mondo del cinema.
La forma dell’acqua (2018)
Un omaggio al cinema antico, La forma dell’acqua di Guillermo Del Toro, ha anche vinto quattro Oscar. Tuttavia, alcuni sostengono che altri film del suo tempo, come Phantom Thread, meritassero più riconoscimento. Questa scelta astuta mette in luce la soggettività dei voti accademici.
Oppenheimer (2024)
Questo biopic è riuscito a catturare l’essenza complessa di un personaggio storico coinvolgendo il pubblico. Con sette Oscar, ha fatto sensazione. Tuttavia, come altri film acclamati, può essere messo in discussione sui suoi ruoli femminili e sulla rappresentatività che li accompagna.
Tutto, ovunque, tutto in una volta (2023)
La vittoria di questo film, che ha vinto sette Oscar, rappresenta un momento cruciale nella storia degli Oscar. Allontanandosi dalle convenzioni abituali, combina diversità, audacia e riflessione su temi universali. La sorpresa del suo successo è sia rallegrante che rivelatoria dei cambiamenti in corso a Hollywood.
Anora (2025)
Il film di Sean Baker ha saputo catturare l’attenzione con la sua visione audace, vincendo cinque Oscar. Il legame tra i temi dell’amore, della classe e delle relazioni è un’esplorazione interessante. La sua vittoria inaspettata mostra che l’Accademia è aperta a voci nuove.
Twelve Years a Slave (2014)
Twelve Years A Slave è senza dubbio uno dei film più significativi della sua epoca, vincendo tre Oscar per la sua rappresentazione toccante della schiavitù negli Stati Uniti. Il suo impatto emotivo e sociale ha cementato il suo status di capolavoro.
Moonlight (2017)
Questo film ha fatto scalpore non solo per la sua potente narrazione sull’identità, ma ha anche dato luogo a uno dei momenti più memorabili nella storia degli Oscar con l’errore nell’annuncio. A giusta ragione, ha vinto tre Oscar, lasciando un’eredità duratura.
Parasite (2020)
La realizzazione di Bong Joon-ho è stata una rivelazione, sfumando i confini tra il cinema internazionale e il panorama hollywoodiano. Vincitore di quattro Oscar, Parasite ha abbattuto gli stereotipi e ha introdotto un film in lingua straniera come vincitore del miglior film. La sua audacia e profondità lo rendono un vero capolavoro.







