La crescita dell’intelligenza artificiale (IA) suscita timori in vari settori professionali, in particolare in quello della traduzione. Elvira Dominguez, un’interprete traduttrice esperta, testimonia le sue preoccupazioni riguardo all’impatto di questa tecnologia sulla sua professione. Nelle sue riflessioni, parla del cambiamento che avverte di fronte alla crescente concorrenza dell’IA, così come delle sfide che essa impone al mondo del lavoro. Questo articolo esplora le sue preoccupazioni e le potenziali implicazioni dell’IA sulla professione.
Le preoccupazioni di Elvira Dominguez
A 47 anni e con due decenni di esperienza come traduttrice-interprete a Clermont-Ferrand, Elvira condivide il suo sentimento di apprensione. Ha osservato una riduzione dell’attività da circa un anno e mezzo, che attribuisce, in parte, all’arrivo crescente dell’IA nel suo campo. “Lavoro in proprio da 10 anni. È sempre stato molto regolare, ma di recente ho avuto difficoltà a mantenere lo stesso livello di attività,” spiega.
Una concorrenza accresciuta a causa dell’IA
Elvira osserva che l’IA, pur essendo uno strumento promettente e capace di accelerare alcuni processi, non riesce a eguagliare la qualità umana necessaria per la sua professione. “Ci viene presentato un lavoro la cui qualità è spesso al di sotto delle aspettative”, dichiara, sottolineando gli errori frequenti e la mancanza di creatività generata da questi sistemi automatizzati. Pertanto, si rammarica che le aziende scelgano di optare per soluzioni meno costose, a scapito della qualità.
Le sfide economiche negli Stati Uniti e in Francia
Il fenomeno dell’IA porta a ripercussioni economiche significative, in particolare negli Stati Uniti, dove aziende come Amazon e Microsoft giustificano licenziamenti di massa con l’integrazione di questa tecnologia. L’impatto dell’IA sull’occupazione è già palpabile, con dati che indicano che professioni come quella del cassiere, operatore di inserimento dati e anche scrittore/traduttore sono considerate particolarmente vulnerabili.
Ripercussioni specifiche sulla professione di traduttore
Elvira menziona la paura di una trasformazione radicale della sua professione, dove una parte del mercato potrebbe essere compromessa dall’arrivo di traduzioni automatizzate, meno costose e a volte insufficienti. Ammette che ci sono ora iniziative in cui i traduttori sono chiamati a revisionare il lavoro inizialmente svolto dall’IA, un’indicazione dei cambiamenti in corso nel settore.
Il punto di vista degli accademici
Esperti come Sébastien Salva, professore universitario presso l’UCA, mettono in evidenza le sfide poste dall’IA. Pur riconoscendo le opportunità che questa tecnologia può offrire, avverte che il legame tra IA e riduzione del personale è spesso frainteso. In Francia, il mercato potrebbe essere influenzato da fattori globali, inclusa la crisi post-Covid, piuttosto che solo dal sviluppo dell’IA.
Necessità di formazione e adattamento
Per affrontare queste sfide, è cruciale considerare un’adattamento delle competenze e formazioni dedicate. Nourddine Azzaoui ed Engelbert Mephu Nguifo, responsabili di un Master sull’IA all’UCA, condividono questa visione, precisando che l’IA non sostituisce le professioni esistenti, ma le trasforma. Sottolineano che stiamo assistendo a una rivoluzione industriale che richiede una rivalutazione delle competenze necessarie di fronte a questa evoluzione tecnologica.
Le prospettive di un futuro incerto
Elvira si mostra rassegnata e si dirige verso un futuro incerto. Con 20 anni di esperienza in un campo che ha amato, ammette la sua preoccupazione per il futuro della sua professione. Come sottolinea: “Non so dove mi porterà questo cambiamento, ma sento di dovermi adattare o considerare una reconversione.” Mentre la globalizzazione e l’automatizzazione sembrano trasformare il panorama professionale, rimane essenziale esplorare come bilanciare l’innovazione tecnologica con la necessità di un’expertise umana senza paragoni.







