Ritratto — « Udite, udite! »: nell’Alta Garonna, l’artista Emmanuel Volant fa sentire la sua voce in un piccolo mercato

en haute-garonne, l’artiste emmanuel volant fait résonner son « oyez, oyez ! » sur un petit marché. portrait d’une voix qui ne passe pas inaperçue.

Un kepì, un megafono e una pedana improvvisata: al mercato di L’Isle-en-Dodon, Emmanuel Volant ridà vita al banditore pubblico. Una o due volte al mese, questo attore e illustratore legge i messaggi affidatigli dagli abitanti, dagli annunci ai poemi. Al di là dello spettacolo, questa iniziativa gratuita apre uno spazio di parola e avvicina le generazioni nel cuore del Comminges.

Una voce singolare tra le bancarelle

Il sabato mattina, i frequentatori abituali del mercato di L’Isle-en-Dodon possono sentire un annuncio fuori dal comune. Tra le bancarelle, le conversazioni e gli odori di cucina, Emmanuel Volant si distingue per la sua tenuta da marinaio, il kepì e il megafono. In piedi su una cassetta di legno, per la durata di una sessione diventa il banditore pubblico del paese.

L’appuntamento si svolge generalmente il primo e il terzo sabato del mese, verso le 11. Prima di cominciare, percorre il mercato per segnalare la propria presenza e illustrare l’iniziativa. Poi raggiunge il suo piccolo spazio di rappresentazione, attira gli sguardi e dà voce ai testi lasciati dagli abitanti.

Questa pratica, un tempo familiare nei comuni, è gradualmente scomparsa dopo la Seconda guerra mondiale. Emmanuel Volant la ripropone a modo suo: non si limita a trasmettere annunci, ma trasforma la lettura pubblica in un momento condiviso. Il mercato diventa così un teatro a cielo aperto, dove chiunque può fermarsi per qualche minuto.

Un percorso tra teatro e illustrazione

Dai palcoscenici parigini al banditore del paese

Originario della Bretagna, Emmanuel Volant non aveva immaginato di far sentire la propria voce in una piazza di campagna. Si è formato inizialmente al teatro a Lione, lavorando in particolare secondo il metodo di Jacques Lecoq. Ha poi trascorso una decina d’anni nell’ambiente teatrale, esplorando la recitazione, la maschera, il teatro di figura e la regia.

Il suo percorso lo ha portato fino al Théâtre du Soleil, prima che sentisse il bisogno di intraprendere un’altra strada. Dopo diversi anni dedicati alla scena, si è orientato verso l’illustrazione per l’infanzia. Questo cambiamento prolungava in un altro modo il suo interesse per la narrazione: a teatro, le storie passano attraverso il gesto e la voce; nell’illustrazione, si costruiscono anche attraverso le immagini.

Un ritorno nel Sud-Ovest

Il suo lavoro di illustratore lo ha accompagnato nei suoi spostamenti, in particolare nei Paesi Bassi e poi in Tanzania, dove ha vissuto con la sua famiglia. Alla fine si è stabilito nel Sud-Ovest, vicino al confine tra il Gers e l’Alta Garonna. La vita di campagna ha attirato la sua attenzione e gli ha dato l’occasione di concretizzare un’idea che coltivava da diversi anni: restituire alla parola pubblica un posto visibile nella vita quotidiana.

Per l’artista, un paese è un luogo in cui le occasioni di incontrarsi sono particolarmente importanti. Il banditore gli permette di immaginare uno spazio accessibile a tutti, senza schermi né iscrizioni preliminari, dove un’informazione pratica può affiancarsi a un testo più personale. Questa forma semplice lascia spazio alla spontaneità e alla discussione.

Le cassette per raccogliere le parole degli abitanti

L’iniziativa si basa su diverse piccole cassette di legno collocate in luoghi frequentati del comune, in particolare in un bistrot, nella mediateca e in un negozio. Chiunque può lasciarvi un messaggio, firmandolo oppure no. Emmanuel Volant raccoglie questi contributi prima del mercato, poi li organizza per temi per preparare la lettura.

Gli argomenti sono vari quanto le persone che li propongono. Si trovano annunci per prendere in prestito o ritrovare un oggetto, informazioni sugli eventi locali, citazioni, poesie, dichiarazioni affettuose o messaggi legati alla vita del paese. Alcuni testi occupano poche righe; altri sono più lunghi e propongono uno sguardo più impegnato sul mondo.

Il banditore afferma di non aver dovuto scartare finora nessun messaggio. Gli abitanti sembrano partecipare con benevolenza e la varietà dei contributi è parte integrante dell’esperienza. Un lungo intervento femminista, per esempio, ha suscitato reazioni al mercato. Per Emmanuel Volant, questi scambi non sono un inconveniente da evitare: dimostrano che il banditore può dare origine a una conversazione dopo la lettura.

Un palcoscenico aperto a tutte le generazioni

Il pubblico si raccoglie intorno all’artista man mano che la sua voce risuona nella piazza. Le persone anziane riconoscono nella sua presenza un’eco del guardiacampestre di un tempo. I bambini, invece, osservano con curiosità la tenuta e quello strano amplificatore, mentre i genitori spiegano loro cosa sta succedendo.

Il rituale spesso comincia ancor prima del primo annuncio. Emmanuel Volant va incontro ai passanti, presenta l’iniziativa e invita tutti ad avvicinarsi. Quando arriva il momento, a volte coinvolge il pubblico in un conto alla rovescia collettivo. Può allora iniziare la lettura, accompagnata dal contrasto tra i messaggi familiari e la giocosa solennità del banditore.

Il pubblico resta contenuto e l’artista non cerca di trasformare questa iniziativa in un evento imponente. Preferisce lasciare che l’appuntamento trovi il proprio spazio nel ritmo del mercato, senza pressioni sulla partecipazione né obiettivi di performance. Questa misura corrisponde allo spirito del progetto: proporre un momento di condivisione anziché creare uno spettacolo su vasta scala.

Far circolare la parola nella vita locale

L’iniziativa di Emmanuel Volant è al tempo stesso una creazione artistica e un’iniziativa civica. Gli abitanti forniscono il materiale per il banditore; l’artista gli dà voce, lo raccoglie e lo offre all’ascolto comune. Un annuncio può così essere sentito da vicini che altrimenti non lo avrebbero necessariamente scoperto, mentre un testo personale trova un pubblico in piazza.

Il banditore è inoltre aperto a proposte e scambi. Le cassette possono accogliere nuove idee e l’incontro può proseguire con una conversazione al bar. L’iniziativa lascia persino immaginare che un giorno altre persone prendano a loro volta il megafono. La piazza, dunque, non è riservata a un solo interprete: diventa il punto di partenza di una parola collettiva.

In un’epoca in cui gli scambi avvengono spesso tramite messaggi privati o pubblicazioni online, il banditore riporta le voci in uno spazio comune. Gli abitanti si ritrovano per ascoltare, reagire o semplicemente guardare. In questo mercato dell’Alta Garonna, l’antico gesto del banditore pubblico si trasforma così in un appuntamento contemporaneo, legato alle parole lasciate dagli abitanti e agli incontri che queste fanno nascere.

Qualche tappa nel percorso di Emmanuel Volant

Nel 1999 scopre il teatro. Nel 2004 fonda la sua compagnia di teatro di figura. Il suo primo libro per l’infanzia esce nel 2014. Nel 2026 dà il via alla sua prima iniziativa di banditore pubblico al mercato di L’Isle-en-Dodon.

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