Immergiti nel cuore della polemica con il biopic su Putin concepito da un’intelligenza artificiale: il film scottante di Cannes che divide e interroga.
Una presentazione inaspettata al Festival di Cannes
Il Festival di Cannes è spesso teatro di molte sorprese e rivelazioni. Quest’anno, un biopic inatteso su Vladimir Putin ha attirato tutta l’attenzione. Il suo titolo Putin (VO – Putin in Francia). Questo film, diretto da Patryk Vega, non è come gli altri. Utilizza una tecnologia di deepfake alimentata dall’intelligenza artificiale per ricreare il volto del leader russo. Già venduto in oltre 50 paesi, questo film ha segnato gli animi per la sua audacia e la sua innovazione tecnica.
La creazione di un personaggio virtuale
Inizialmente, Vega prevedeva di utilizzare sequenze reali di Putin. Tuttavia, la qualità delle immagini disponibili non era sufficiente per il grande schermo. Per superare questo vincolo, ha sviluppato una tecnologia innovativa. Questa tecnologia consente a un attore fisico, con un aspetto simile a quello di Putin, di trasformarsi grazie all’intelligenza artificiale. Il risultato è sorprendente: Putin appare come lo conosciamo nelle sue apparizioni pubbliche.
Tuttavia, il film non si limita a rappresentazioni ufficiali. Putin è mostrato anche in scene più insolite, mentre suona il pianoforte o soffre di incontinenza. Questi elementi permettono di offrire al pubblico uno sguardo nuovo e disturbante sulla figura del presidente russo.
Un manuale d’uso per il Presidente Russo

Secondo Vega, il film non ha l’obiettivo di demonizzare Putin. «Putin non è un tipo folle. Ma in lui, tutto ruota attorno al suo ego», afferma il regista. L’idea del film gli è venuta poco dopo l’inizio della guerra in Ucraina, a febbraio 2022. Vega voleva entrare nella testa di Putin e capire cosa motiva le sue azioni.
Per Vega, il suo film è prima di tutto un “manuale d’uso” del presidente russo. Non cerca la polemica ma desidera offrire una comprensione più profonda del personaggio. Il film si conclude in modo drammatico con la morte di Putin, quello che il cineasta definisce un “happy end”.
L’impatto dell’IA sull’industria cinematografica
Questa incursione dell’intelligenza artificiale nel campo cinematografico solleva domande importanti. Vega desidera, in futuro, proporre la tecnologia che ha sviluppato ad altri produttori. Questa tecnologia potrebbe essere utilizzata, tra l’altro, per generare scene con figuranti. Tuttavia, ciò solleva preoccupazioni legittime riguardo al futuro dell’industria cinematografica.
Infatti, durante la massiccia protesta a Hollywood dell’anno scorso, una delle questioni principali riguardava le conseguenze dell’uso dell’IA. Gli sceneggiatori, i doppiatori e persino gli attori potrebbero potenzialmente essere sostituiti da entità virtuali. Ciò metterebbe in discussione non solo i mestieri ma anche l’autenticità delle opere cinematografiche.
Reazioni e controversie
Come ci si può aspettare, il film suscita reazioni vivaci. Alcuni applaudono l’innovazione e la prodezza tecnica, mentre altri si preoccupano delle ripercussioni etiche e professionali. Le critiche sono divise tra chi vede in Vega un pioniere visionario e chi teme che stia aprendo una scatola di Pandora.
Questo dibattito è tanto più cruciale in un contesto in cui le tecnologie evolvono rapidamente. È essenziale trovare un equilibrio tra innovazione e preservazione delle competenze umane uniche. Film come quello di Vega contribuiscono a portare questa riflessione nel cuore dell’industria cinematografica.
In definitiva, questo biopic su Vladimir Putin, creato dall’intelligenza artificiale, potrebbe segnare un punto di svolta nella storia del cinema. Che si ami o si odi, suscita indiscutibilmente domande e dibattiti necessari.







