La Malaysia ha recentemente introdotto nuove normative per regolare l’accesso dei minori ai social media. In risposta alle crescenti preoccupazioni sugli effetti nocivi di queste piattaforme sui giovani, il governo ha imposto delle regole che richiedono ai principali social media di verificare l’età dei loro utenti. Queste misure vietano la creazione di account per le persone di età inferiore ai 16 anni, richiamando altre iniziative simili a livello internazionale.
Le nuove restrizioni in vigore
A partire da lunedì, le piattaforme di social media, tra cui Facebook, Instagram, TikTok e YouTube, devono conformarsi a regole rigorose riguardanti la verifica dell’età. Questi obblighi si applicano specificamente alle aziende con un minimo di otto milioni di utenti in Malaysia, il che significa che una vasta parte della popolazione giovanile sarà coinvolta da queste misure. L’autorità di regolamentazione delle comunicazioni ha annunciato che sarà concessa una proroga alle aziende per adattarsi a queste nuove norme, sebbene la durata precisa di questo periodo non sia stata specificata.
Iniziative simili nel mondo
La Malaysia non è la prima a adottare tali restrizioni. Lo scorso dicembre, l’Australia è stato il primo paese a richiedere verifiche obbligatorie dell’età e a esigere la rimozione degli account degli utenti di età inferiore ai 16 anni, pena pesanti multe. Altri paesi come l’Indonesia e la Francia seguono anch’essi questa tendenza, con la Francia che ha recentemente dibattuto un progetto di legge che vieterebbe l’accesso ai social media ai minori di 15 anni.
Le preoccupazioni riguardo all’impatto sui giovani
Le nuove normative in Malaysia mirano a proteggere i giovani dagli effetti potenzialmente nocivi dei social media sul loro benessere mentale ed emotivo. Tuttavia, nonostante questi sforzi, rapporti recenti in Australia indicano che una “proporzione sostanziale” di bambini continua a utilizzare queste piattaforme vietate. Anche l’ONU ha espresso preoccupazioni riguardo all’efficacia delle restrizioni di età imposte in vari paesi, chiedendo misure più rigorose.
L’implementazione della verifica dell’età
Nel quadro di queste nuove regole, le piattaforme sono obbligate a implementare sistemi di “verifica dell’età”. Ciò implica controlli basati su documenti ufficiali come carta d’identità o passaporti. Inoltre, le aziende devono rafforzare la loro governance dei contenuti, adottando misure proattive e sistematiche per gestire i rischi associati ai contenuti nocivi.
Le reazioni a queste misure
Sebbene il governo malese difenda queste misure come sforzi volti a promuovere un accesso ai social media appropriato per i giovani, numerose organizzazioni criticano questo approccio. Esse ritengono che il divieto generale per i minori di 16 anni di partecipare a queste piattaforme non affronti i problemi sottostanti ai modelli economici dei social media. Questo punto di vista è stato espresso da gruppi come Article 19, che militano per un accesso che sia non solo sicuro per i bambini, ma anche rispettoso dei loro diritti.
Le sanzioni in caso di non conformità
Le aziende che non rispetteranno queste nuove normative rischiano pesanti sanzioni finanziarie, che possono raggiungere fino a 10 milioni di ringgit malesi, equivalente a circa 2,16 milioni di euro. Queste misure sono state introdotte per incentivare le aziende a agire rapidamente per garantire la sicurezza dei giovani utenti sulle loro piattaforme.
Per ulteriori informazioni sulle discussioni in corso e su altre iniziative, si prega di consultare questo articolo che affronta la necessità di bloccare alcuni programmi su France TV qui, e un altro sul progetto di legge al Senato francese per vietare i social media ai minori di 15 anni qui. Maggiori informazioni sull’età media dei primi utenti di social media in Francia sono disponibili qui, così come sulle ambizioni della Nuova Zelanda in materia di limiti di età qui e infine, un dibattito sull’idea di vietare l’accesso ai social media per i giovani qui.







