Il social network X, precedentemente noto come Twitter, è stato costretto dalla giustizia a versare una somma di 170.000 euro all’Agenzia France-Presse (AFP) a causa della sua negligenza nel fornire dati commerciali per valutare i ricavi generati dai contenuti giornalistici. Questa decisione si inserisce nel contesto della controversia riguardante il rispetto del diritto connesso, che mira a remunerare gli editori e le agenzie di stampa per l’uso dei loro contenuti da parte delle piattaforme digitali.
Diritti connessi e contesto legale
Il diritto connesso, istituito nel 2019 da una direttiva europea, consente ai titoli di stampa di essere remunerati quando i loro lavori vengono utilizzati da giganti del digitale come X, Google o Facebook. Questo quadro legislativo mira a proteggere la produzione giornalistica e a garantire un giusto compenso per i contenuti pubblicati su queste piattaforme. La controversia tra l’AFP e X riguarda in particolare la volontà dell’agenzia di vedere rispettati i propri diritti per l’uso dei propri contenuti.
La sentenza del tribunale di Parigi
In una decisione emessa giovedì, il tribunale giudiziario di Parigi ha confermato la condanna di X a versare 170.000 euro all’AFP. Questa indennità include le spese legali, e il tribunale ha sottolineato che l’atteggiamento del social network comprometteva la questione democratica di una stampa libera e pluralista. I magistrati, nella loro ordinanza, hanno ricordato l’obbligo per il network di fornire dati come il numero di visualizzazioni e il tasso di coinvolgimento sui contenuti dell’AFP.
Le conseguenze finanziarie per X
Oltre a questa indennità, X si trova ad affrontare una nuova sanzione di 30.000 euro al giorno a partire dal 10 febbraio, finché non rispetta i suoi obblighi di trasparenza nei confronti di diversi giornali, tra cui Le Monde e Le Figaro. Questo importo significativo mira a incentivare il social network a conformarsi alla richiesta degli editori di stampa, mettendo in luce la crescente pressione sulle piattaforme digitali affinché rispettino i diritti connessi.
Reazioni del settore della stampa
La reazione dell’AFP a questa decisione è stata positiva, il suo CEO, Fabrice Fries, ha espresso la propria soddisfazione per il riconoscimento dell’ostruzione di X. Per lui, è un passo verso una giusta remunerazione delle agenzie e degli editori di stampa. Dall’altro lato, Marc Feuillée del Figaro ha elogiato anche la sanzione come giusta, lamentando tuttavia che il problema fondamentale, quello del pagamento dei diritti connessi, rimane ancora irrisolto.
Permanenza della controversia e prospettive future
La controversia tra X e i media non si limita a questa singola decisione. Alla fine dell’anno 2024, i giornali coinvolti insieme all’AFP hanno avviato un ricorso per ottenere il pagamento e il riconoscimento dei diritti connessi. Un’azione che potrebbe estendersi per diversi mesi, data la complessità e la lentezza delle procedure giudiziarie. Nel frattempo, altri attori del settore, come Les Echos e Le Parisien, hanno scelto di ritirare le loro richieste iniziali.
Parallelamente, restano interrogativi sulle implicazioni di questa vicenda sulle relazioni tra le piattaforme digitali e gli attori della stampa. Il panorama mediatico è in continua evoluzione, e questa decisione potrebbe influenzare il modo in cui i contenuti sono condivisi e retribuiti in futuro.







