Le Figaro, uno dei principali attori della stampa francese, ha recentemente avviato un’azione legale contro LinkedIn, piattaforma di social network professionale. Questa iniziativa si inserisce nel contesto delle tensioni persistenti intorno ai diritti vicini, istituiti dalla direttiva europea per proteggere i contenuti dei media di fronte all’utilizzo non retribuito sulle piattaforme digitali. Le Figaro chiede a LinkedIn di rispettare la legislazione vigente e di condividere i ricavi generati dalla diffusione delle sue pubblicazioni sulla rete.
Un contesto legislativo in evoluzione
Desde l’adozione della legislazione sui diritti vicini nel 2019, i media hanno ottenuto un quadro giuridico che consente loro di richiedere un risarcimento finanziario per l’uso dei loro contenuti da parte di piattaforme come Google o Facebook. Nonostante questo progresso, l’attuazione di questi diritti rimane una sfida, con molti attori del settore della stampa che cercano di far rispettare i loro interessi per vie legali. La direttiva europea è stata concepita per invertire la tendenza che valorizzava le piattaforme a scapito dei creatori di contenuti.
Le Figaro di fronte a LinkedIn
Il reclamo presentato da Le Figaro presso il Tribunale giudiziario di Parigi mira a obbligare LinkedIn a comunicare dati essenziali per valutare i diritti vicini dovuti dalla piattaforma. Questo tipo di informazione, che include le statistiche relative alle pubblicazioni del quotidiano su LinkedIn, è cruciale per determinare l’ammontare dei risarcimenti richiesti. L’assenza di cooperazione da parte di LinkedIn riguardo a questa trasparenza ha portato il gruppo a intraprendere questa misura legale, affermando che il rispetto di tali obblighi è vitale per la sostenibilità dell’informazione professionale.
Accuse di mancanza di collaborazione
Secondo l’Alliance di la presse d’information générale (APIG), che sostiene questa iniziativa, il rifiuto di LinkedIn di fornire questi dati è simile a una fuga di fronte a obblighi legali. Il Direttore generale di Le Figaro, Marc Feuillée, ha espresso che “il pagamento dei diritti vicini contribuisce agli investimenti editoriali dei gruppi media”, sottolineando così l’importanza di questo risarcimento per mantenere la qualità dell’informazione nelle società democratiche.
Conseguenze di un’assenza di accordo
La situazione attuale non è unica a LinkedIn. Altre piattaforme hanno affrontato azioni simili. L’assenza di negoziazioni serie provoca controversie che potrebbero avere ripercussioni sul panorama mediatico in Francia e in Europa. Vittime di questa incertezza giuridica, i media si trovano così a dover portare le loro lamentele davanti ai tribunali per far valere i loro diritti, un processo che potrebbe compromettere la loro sostenibilità finanziaria a lungo termine.
Una tendenza generale nel settore
Questa tendenza a generare ricorsi legali per il rispetto dei diritti vicini non è limitata a LinkedIn. Altri giganti del settore, come Twitter (ora noto come X), sono stati coinvolti in contenziosi simili, rafforzando così la necessità di un quadro chiaro ed esecutivo per la compensazione dei media. Google e Meta hanno firmato accordi quadro, ma questi ultimi sono ora in scadenza e necessitano di una renegoziazione, evidenziando l’instabilità nelle relazioni tra i media e le piattaforme.







