Il governo francese ha recentemente annunciato un progetto di sorveglianza delle ricerche online dei cittadini, in particolare su piattaforme popolari come Google, TikTok e Instagram. Questo dispositivo mira a utilizzare l’intelligenza artificiale per analizzare i comportamenti e le preoccupazioni degli utenti. L’obiettivo dichiarato è di anticipare e comprendere le reazioni della popolazione rispetto all’azione governativa, sollevando al contempo questioni etiche e di privacy.
Un nuovo bando per rafforzare il dispositivo
Il Servizio di informazione del governo (SIG) ha pubblicato un bando per rinnovare il suo sistema di monitoraggio riguardante i social media, noto con il termine di social listening. Secondo questo annuncio, il dispositivo, già in atto, sarà potenziato a partire dal 2025 con un segmento dedicato al monitoraggio delle ricerche online. Questo permetterà di prestare attenzione ai « segnali deboli » che possono rivelare movimenti di malcontento o richieste di azione tra i cittadini.
Un ascolto attivo delle discussioni pubbliche
Il nuovo dispositivo prevede di analizzare in tempo reale le discussioni pubbliche riguardanti figure politiche come Emmanuel Macron e Michel Barnier, al fine di rilevare le preoccupazioni e le aspettative dei cittadini. La possibilità di « rilevare, analizzare e misurare le preoccupazioni » rispetto all’attualità governativa è al centro di questa iniziativa, consentendo una risposta proattiva di fronte a eventuali movimenti sociali.
L’importanza dell’intelligenza artificiale nel progetto
L’integrazione dell’intelligenza artificiale in questo progetto consente di gestire rapidamente ed efficacemente la grande quantità di dati generati dalle interazioni online. Ciò potrebbe facilitare la rilevazione precoce di crisi simili a quelle dei Gilet gialli analizzando le tendenze e i sentimenti espressi su Internet. Così, il governo mira a « prendere il polso » della società francese, al fine di rispondere in modo appropriato alle preoccupazioni emergenti.
Restrizioni sulla natura dei dati monitorati
Il progetto dispone di un budget di 5 milioni di euro su quattro anni, ma si concentra esclusivamente sulle comunicazioni pubbliche. Questo include le conversazioni su piattaforme come Facebook, Instagram, e i forum accessibili al pubblico. I dati privati, invece, non potranno essere raccolti grazie agli strumenti messi in atto. Questa distinzione mira a rassicurare il pubblico sulla natura della raccolta dei dati.
Questioni etiche sollevate dalla sorveglianza
Nonostante le precauzioni annunciate, questa iniziativa suscita preoccupazioni etiche, in particolare riguardo alla massa considerevole di dati che potrebbero essere raccolti e all’uso dell’intelligenza artificiale per analizzarli. La sorveglianza proattiva dei comportamenti potrebbe sollevare dubbi sulla protezione della privacy dei cittadini. Inoltre, la capacità di anticipare le crisi solleva interrogativi sul confine tra il monitoraggio e l’interferenza nelle opinioni pubbliche.
Il rispetto del RGPD come questione cruciale
Il progetto dovrà rispettare il regolamento generale sulla protezione dei dati (RGPD), il che impone una certa rigore nel trattamento dei dati raccolti. Tuttavia, esperti mettono in evidenza la necessità di attuare metodi aggiuntivi, come la crittografia omomorfica, per garantire la riservatezza consentendo al contempo l’analisi di grandi quantità di dati.
Prospettive della sorveglianza delle ricerche online
Mentre questo progetto di sorveglianza delle ricerche online si stabilisce nel panorama francese, è cruciale seguirne l’evoluzione e gli impatti sulla relazione tra i cittadini e le loro istituzioni. Il governo cerca di comprendere meglio le aspettative e le frustrazioni dei francesi, ma ciò solleva anche importanti sfide in materia di trasparenza e rispetto dei diritti individuali. Questo dispositivo potrebbe potenzialmente ridefinire il modo in cui i governi interagiscono con le opinioni pubbliche, nell’era digitale.







